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Troia
La città domina la campagna intorno, saldando gli ultimi lembi dei Monti Dauni con la pianura. La leggenda chiama in causa Diomede, re dell’Etolia ed eroe della guerra di Troia. Durante l’età romana è un centro commerciale vivace.
La nuova Troia viene rifondata come avamposto dell’impero di Bisanzio fra il 1018 e il 1019 raggruppando città vecchia e città nuova, con mura possenti e un vasto territorio. Dopo quattro mesi di assedio, la cittadina cadrà e tornerà al rito cattolico. Con Roberto I il Guiscardo, re dei Normanni, che scaccerà definitivamente i Bizantini, Troia stipula un patto. (Il castello d’Occidente, da lui eretto, verrà abbattuto nel 1964 per far posto a una scuola media!) Papa Urbano I, il Papa delle Crociate organizza a Troia un Concilio della Chiesa, a cui ne seguiranno diversi altri. La città è ricca e indipendente. Ruggero d’Altavilla II e poi Federico I si scaglieranno contro di lei.
Dopo l’assedio del 1230 inizia un inesorabile declino. Nel 1853 la città dà i natali a Antonio Salandra, politico eminente di orientamento liberale e Presidente del Consiglio. Lo spirito battagliero della città riemerge nel 1860, quando non si vuole piegare all’invasione dei piemontesi, che devono ricorrere ai cannoni. Nel dopoguerra la popolazione accoglie l’immigrazione dagli Appenini e nel 1956 sfiora i 12mila abitanti, oggi scesi a 7.500.

La cittadina custodisce numerosi tesori artistici, che ne fanno uno dei più affascinanti borghi medievali di tutta l’Italia meridionale. Fra tutti, la splendida cattedrale fondata nel 1093, fra le più belle chiese in stile romanico pugliese. Il panorama economico di Troia è tuttora essenzialmente agricolo, legato alla tradizionale coltivazione di grano duro e alle eccellenti produzioni di olio extravergine di oliva e di vino (il vitigno si chiama uva di Troia). Di assoluto pregio è la produzione di olio da agricoltura biologica. Le colline Troiane e il suo clima fresco e ventilato favoriscono questo tipo di produzione perché impediscono lo svilupparsi di insetti nocivi come la mosca olearia. Il cultivar più diffuso è l’Ogliarola Troiana, che dà oli dolci a bassissima acidità con un fruttato di mandorla che va dal leggero al medio.
Il periodico locale si chiama Aria di Troia. Nei negozi di souvenir si trovano magliette con la scritta “Figlio di Troja”. Il sindaco è Leonardo Cavalieri, eletto con una lista civica.

Convento San Domenico
Dopo l’abbattimento delle mura nel 1230 ad opera di Federico II, il Castello viene ricostruito e trasformato in monastero benedettino. Questo spiega l’aspetto di luogo fortificato del convento intitolato a San Domenico o San Girolamo. Chiesa e annesso convento vengono ampliati nel XVIII secolo e abitati dai Domenicani fino al 1810, fino alle leggi napoleoniche. Dal 1842 ha ospitato un orfanatrofio femminile, chiuso nel 1977.